giovedì 9 luglio 2009

CROCE ROSSA ITALIANA: RACCOMANDATA LETALE E RACCOMANDATI NAVALI!

La notizia è di quelle che fanno male, perché dimostra non solo quanto la nostra comunità costiera sia marginale nelle politiche sociali ma rivela prepotentemente una malcelata volontà a mantenerla sempre e comunque marginale!
Da una Raccomandata inviata dalla Capitaneria di Porto al Gruppo di Volontari CRI di Vibo Marina apprendiamo che da questa settimana il gruppo non ha più una sede, e quindi rischia la definitiva fine delle sue attività. Avevamo salutato con grande entusiasmo l’estate scorsa all’assegnazione di un immobile demaniale per consentire l’apertura di una sede CRI nell’area costiera vibonese; avevamo atteso che si raggiungesse un numero utile per un efficace gruppo di volontari locali; avevamo assistito al loro impegno formativo ed all’avvio delle prime iniziative di sostegno sociale e sanitario ed ora … all’avvio dell’estate, quando erano in procinto di fornire più efficacemente il loro prezioso contributo alla comunità, il Gruppo ha dovuto chiudere la sede e consegnare le chiavi Capitaneria!
Ma l’evento è reso ancora più amaro dalle motivazioni per cui ciò accade, che emergono in tutta la loro cruda violenza dalla lettura della raccomandata:
in pratica la Delegazione Provinciale di Vibo Valentia della Croce Rossa Italiana, con un eccesso di zelo valutativo, ha valutato inutile il Gruppo di Volontari di Vibo Marina (?) ed utile il Gruppo della Lega Navale (?). In virtù di tale valutazione la Delegazione Provinciale della CRI raggiunge “una intesa di collaborazione” con il gruppo locale della Lega Navale, consentendo che “l'immobile in argomento venga utilizzato dalla Lega Navale Italiana, Delegazione di Vibo Valentia”! La Lega, come fosse gia concessionaria dell'immobile, con una nota rende edotta la Capitaneria ... e la Capitaneria? Non può far altro che scrivere alla CRI di Vibo Marina!
Immaginate le facce sgomente dei crocerossini volontari locali all’apertura della raccomandata? In un solo (1/uno)giorno scoprono di essere valutati quanto “un nulla” dai loro superiori provinciali, che avrebbero dovuto consegnare la sede ai più “validi” uomini della Lega Navale e … dulcis in fundo “entro 7 (sette) giorni dal ricevimento (…) sgomberare i locali, rimuovere le insegne e consegnare le chiavi di ingresso” in Capitaneria!
Ovviamente bene ha fatto la Capitaneria a richiedere la consegna delle chiavi immediatamente dopo aver letto l'inattesa nota inviatale della Lega Navale, Delegazione di Vibo Valentia, del 22.06.2009, incui si comunica l'accordo: se la stessa CRI Provinciale dichiara di non avere nessun interesse per l'immobile (tra l'altro gratuito), nè alcun aderente in loco che si adopera per attuare “finalità di superiore interesse pubblico” non aveva alternativa al suo immediato "rientro in possesso" piuttosto che chiudere gli occhi rispetto ad un suo uso improprio!
E così una "collaborazione" decisa a Vibo, penalizza ancora una volta, in maniera eccessivamente negativamente, l'area costiera e la sua comunità!
Già oggi quell’immobile è vuoto, così come vuoto e nullo si manifesta il valore della nostra comunità!
Un ennesimo atto verticistico, una intesa che rivela la pochezza valoriale dei protagonisti (oltre che ignoranza delle norme) e che manifesta il consueto e malcelato vibocentrismo, priva definitivamente la comunità costiera di un luogo in cui gli stessi cittadini, anche con i loro limiti, stavano sperimentando percorsi di solidarietà sociale e sanitaria!
E ora? Ora che la correttezza istituzionale impedisce una consegna alla Lega Navale, quei locali ritorneranno ad essere chiusi? Non avranno più l'utilizzo sociale prima sancito? Ora che molti dei vilipesi volontari locali della CRI stanno amaramente meditando di abbandonare l’impegno... cosa accadrà?
Di fatto la città portuale è stata defraudata di una opportunità, di una prospettiva ... per un atto unilaterale (e celato come le peggiori cospirazioni al gruppo costiero) privo di ogni logica!
A meno che la logica non sia sempre quella: a Vibo Marina non deve esserci alcun punto d'aggregazione, alcun servizio collettivo! Meglio il Nulla!
E noi? Noi ... dopo una prima indignazione, resteremo sempre gli stessi, pronti ad essere barattati per un favore ad un amico, per ambizioni personali o politiche, aspettando che prima o poi qualcuno ci riconosca spontaneamente dignità! Ma è inutile attendersi dignità ... se non hai una barca ed una tessera!

Nel caso possa servire a scemare l’amarezza e ad alimentare l’illusione di vivere in un territorio onesto, eticamente impegnato e rispettoso degli “esseri umani”, pubblichiamo (clicca qui) la letale raccomandata per intero.

martedì 7 luglio 2009

BALNEAZIONE: CONTINUANO AD ESSERE SEMPRE LE STESSE LE ZONE NON BALNEABILI!

Dimenticare! Basta soltanto dimenticare di consultare i dati per far diventare balneabile il mare!Un comune costiero, prima dell'avvio della stagione turistica, si sarebbe preoccupato di conoscere lo stato delle acque presso gli enti competenti, ne avrebbe data corretta informazione alla cittadinanza, ed emesso nei tempi dovuti ordinanza di non balneabilità nelle aree con soglia di inquinanti superiori alla norma ... adoperandosi per comprendere quali azioni intraprendere per diminuire i rischi alla salute dei suoi cittadini e dei turisti. Un comune costiero, a tutela della salute dei cittadini e delle attività economiche legate al turismo stagionale, avrebbe agito per tempo affinchè diminuisserro le aree non balneabili.
Con l'avvio della stagione estiva 2009 con un certo rammarico constatiamo invece l'ennesima assenza di alcun atto in tal senso. Rammarico a parte non rimane che assumerci l'onere della ricerca di dati attendibili e praticare iniziative utili almeno a salvaguardare il diritto d'essere informati ... percui, abbiamo attinto ai dati presenti nel sito ufficiale dell'ARPACAL dedicato alla balneabilità del nostro mare, ed oggi ve ne diamo riscontro, rinviandovi per ogni ulteriore approfondimento al relativo link istituzionale. In sintesi, stante agli ultimi prelievi effettuati (fine maggio 2009) lungo l'area costiera del comune permangono le solite aree critiche di Bivona (S. Anna e Lido Marinella), così come si confermano prive di criticità le aree prospicienti i bracci portuali Verde e Rosso (Totem Verde e Proserpina). Va segnalata la persistente pericolosità del S. Anna, nonostante lo stesso torrente lo scorso anno sia stato sottoposto a sequestro, dal quale ne è nato in un procedimento penale a carico del Comune e del Nucleo Industriale.
Ma vediamo nei particolari gli esiti delle due aree temporaneamente non idonee alla balneabilità:

Sant'Anna di Bivona
prelievo del 19/05/2009













Stato Balneabilità: Temporaneamente non idoneo
Temperatura aria: 24 °C
Temperatura acqua: 21 °C
Colorazione: Normale
Trasparenza (>=1): 1,5 m.
Salmonelle: Assenti
Coliformi Totali (0 - 2000): 8100 U.F.C./100ml
Coliformi Fecali (0 - 100): 6800 U.F.C./100ml
Streptoc. Fecali (0 - 100): 4000 U.F.C./100ml
Oli Minerali (0 - 0,5): N.D.
Fenoli (0 - 0,05): N.D.
pH (6 - 9): 8,2
Tensioattivi (0 - 0,5): N.D.
Ossigeno disciolto % di sat. (50 - 170): 100 %


Lido Marinella di Bivona
prelievo del 25/05/09













Stato Balneabilità: Temporaneamente non idoneo
Temperatura aria: 30 °C
Temperatura acqua: 21 °C
Colorazione: Normale
Trasparenza (>=1): 1,5 m.
Salmonelle: Assenti
Coliformi Totali (0 - 2000): 510 U.F.C./100ml
Coliformi Fecali (0 - 100): 440 U.F.C./100ml
Streptoc. Fecali (0 - 100): 1120 U.F.C./100ml
OliMinerali (0 - 0,5): N.D.
Fenoli (0 - 0,05) N.D.
pH (6 - 9): 8,3
Tensioattivi (0 - 0,5): N.D.
Ossigeno disciolto % di sat. (50 - 170): 102 %

Rispetto alle informazioni utili a conoscere le date delle prossime verifiche proprio ieri il direttore dell'Arpacal ha annunciato che dal 22 luglio prossimo partirà una campagna suppletiva di verifica sulla balneabilità delle coste, che verrà condotta da Arpacal e Ispra.
In attesa di atti o comunicazioni da parte della nostra amministrazione montanara, sui dati ad oggi disponibili ... ed in attesa dei prossimi prelievi, si consiglia in via precauzionale di utilizzare le mappe allegate al post per scegliere la spiaggia giusta dell'area costiera in cui andare a fare il bagno con tranquillità.

link:
http://213.26.167.177/carto_calabria/
http://www.regione.calabria.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2897&Itemid=136
http://www.isprambiente.it/site/it-IT/
http://www.arpacal.it

lunedì 6 luglio 2009

QUANDO LA REALTA' DA' UNA MANO AL MODELLISTA!

"Il 3 luglio 2006 un violento nubifragio si è abbattuto sulla provincia calabra di Vibo Valentia con le tragiche conseguenze che una calamità naturale di questa portata comporta (...)."

Il web è sempre una scoperta!
Quella di oggi è legata a delle foto aeree di un'area che a tre anni dall'alluvione, attende di essere messa in sicurezza. Le potrete vedere tutte nel sito del Club Modellismo Plastico di Ravenna, al seguente link.




La pagina dedicata al racconto fotografico di quel 3 luglio inizia con un motto del suo autore: "Quando la realtà, sia pur tragica, dà una mano al modellista che non deve far altro che riprodurre situazioni che sembrano fatte apposta…" a noi appare come un aforisma tragico, dal quale trarre amare conclusioni rispetto al governo del nostro fragile territorio, del tutto privo di "modelli".
























sabato 4 luglio 2009

IDO: UN PICCOLO UOMO DEL MARE, UN PICCOLO EROE DEL LAVORO!

Nei giorni scorsi sul sito vibomarina.eu è stato pubblicato un bel post che, partendo dall'incidente di Viareggio, ricorda un nostro incidente ... una nostra tragedia, lo scoppio della petroliera Soreghina nelle acque del porto. L'articolo ha commosso uno dei nostri più assidui frequentatori, spingendolo a scrivere quanto ricorda e quanto è bene ricordare della triste vicenda. Proprio per quanto ci rivela lo pubblichiamo interamente, usando le foto inserite nel post di Vento di Calabria.

In questi giorni, trovandomi a Porto Santo Stefano, il ricordo è subito andato ad Ido Borelli ed alla sua giovane vita interrotta nelle acque del porto di Vibo Marina per lo scoppio della petroliera “Soreghina” in quel tragico pomeriggio del 19 ottobre 1962.
La storia di questo ragazzo, vissuto sin da piccolo tra porto e barche, è una storia esemplare di quell’amore verso il mare che attrae molti uomini, da il senso di confini lontani, da respiro svago emozioni lavoro; una storia finita però molto presto con quel dolore profondo conosciuto da quanti hanno perso in ogni tempo familiari nel mare. La storia di Ido è singolare, andrebbe meglio conosciuta da tutti noi, soprattutto dalle nuove generazioni al fine di rafforzare il senso dell’appartenenza alla grande comunità di Vibo Marina che sa anche vivere di solidarietà, emozioni, ricordi. Poche le notizie che ci rimangono su Ido. Un bel ragazzo toscano, 17enne pieno di vitalità e con tanta voglia di lavorare, al suo primo imbarco come mozzo, da subito ben voluto da tutto l’equipaggio.
Aveva lavorato molto in quel 19 ottobre 1962, a pulire la nave ed i motori; poi stanco, nel pomeriggio, era andato a riposare nella cuccetta sottocoperta. E nel sonno è stato colto dallo scoppio della petroliera nel porto di Vibo. Mentre la popolazione si portava sulla collina in zona di sicurezza, tante furono le azioni di coraggio degne di riconoscimento. Alcuni marinai,vigili de fuoco, gente del porto volevano lanciarsi dentro la nave in fiamme per tentar di recuperare Ido ma l’impresa era purtroppo impossibile e la nave rischiava di esplodere completamente da un momento all’altro.
Il meccanico Pisani cercava con la fiamma ossidrica di tagliare la catena dell’ancora a prua mentre la nave bruciava. Il comandante De Pinto si accostava alla Soreghina pronto a rimorchiare con il peschereccio Capo Vaticano la nave fuori porto se fosse stato possibile.
A tarda sera si decise di affondare la petroliera in fiamme nelle acque antistanti la banchina Bengasi. L’incendio fu così domato e calò per tutti una notte molto triste.
Il corpo di Ido fu recuperato dalla nave sommersa dopo alcuni giorni. Fu dichiarato lutto cittadino dal Comune. Le esequie avvennero a Vibo Marina.
In molti ricordano ancora la partecipazione imponente, mai vista prima, e la grande commozione dei cittadini di Vibo Marina che accompagnarono Ivo sino alla stazione ferroviaria; il pianto struggente di genitori lungo viale Stazione; il grido della madre che chiamava il suo piccolo "Ido" quasi a farlo tornare; il caldo saluto e le lacrime di tutti alla chiusura del carro merci con cui Ido fece il viaggio di ritorno alla sua Porto S. Stefano.
Dopo questa sciagura, si lavorò per istituire un Distaccamento di Vigili del Fuoco di Mare nel porto di Vibo Marina ove giungevano i rifornimenti di carburante per tutta la Calabria e per migliorare i sistemi di sicurezza a terra ed a mare. In alcuni cittadini è sempre rimasto il desiderio di ricordare con dignità quel ragazzo della Soreghina.
Negli anni ’80 la Pro-Loco scoprì che nel deposito dei netturbini vi era una cassa in legno inviata nel 1962 da Porto S.Stefano. Increduli andammo a vedere. Dietro tanti attrezzi trovammo realmente una cassa inviata dalla famiglia Borelli al Comune di Vibo Valentia. L’aprimmo, dentro c’era una lapide in marmo inviata dai genitori di Ido per ringraziare il “popolo di Vibo Marina” per la solidarietà dimostrata.
Ci commovemmo mentre cercavamo di capire perché per quasi 20 anni quella lapide era stata celata. Il Comune attendeva forse il tempo giusto per organizzare una grande cerimonia? Qualche impiegato comunale ci confidò che non era stato molto gradito/capito il ringraziamento “del popolo di Vibo Marina”, una semplice frazione... anziché al comune capoluogo.
Il presidente della IV Circoscrizione comunale Ottavio Figliucci ed il presidente della Pro-Loco Domenico Bulzomato, con la disponibilità del Comandante della Capitaneria di Porto, decisero allora di riparare alla "dimenticanza" e di individuare all’inizio del molo petroli del porto di Vibo il punto più significativo ove porre la lapide a suo tempo inviata dai genitori di Ido. Il coinvolgimento di altri Enti sembrava complicare le cose e rimandarle ancora a tempi lunghi.
Il dovere civico di portare a termine il mandato dei genitori di Ivo e la linea del silenzio che spesso è rispetto, riflessione, perdono, sembrarono gli elementi più seri e concreti perché una mattina alcuni cittadini si attivarono per dare finalmente una doverosa collocazione alla lapide di Ido, semplice ma significativa, arrivata a Vibo Valentia vent’anni prima. Ora, per come evidenziato dal sito vibomarina.eu, è bene riprendere i caratteri non più ben leggibili della lapide; di questo credo se ne potrà far carico la IV Circoscrizione Comunale e la Pro-Loco di Vibo Marina inserendola magari in una iniziativa culturale o del lavoro.
Sarebbe comunque molto istruttivo se i ragazzi delle scuole, guidati dagli insegnanti, facessero una ricerca più ampia su questo piccolo marinaio e sul messaggio che la sua breve vita conclusasi nel porto di Vibo può dare ai giovani ed a tutti noi. Nel nuovo piano toponomastico, che può rievocare uomini e fatti appartenenti alla microstoria del nostro territorio, è poi da considerare la proposta di intestare una strada di Vibo Marina a “Ido Borelli”, un piccolo uomo del mare, un piccolo eroe del lavoro da ricordare.

Enzo De Maria

venerdì 3 luglio 2009

LA CITTA' CHE NON E' RIEMERSA DALL'ALLUVIONE!

Un nostro amico è riuscito a recuperare un articolo da me scritto e pubblicato il 9 luglio 2006 su CalabriaOra.
Rileggerlo oggi, nel terzo anniversario dell'alluvione è disarmante: in quell'articolo si coglieva un timido segno di "rottura col passato" che amaramente constatiamo disatteso, mai più prevalente, non consolidatosi nel governo del territorio.
Lo ripubblico come testimonianza storica della strada - volutamente o meno - non percorsa e delle aspettative... disattese.
Antonio Montesanti

"La città che deve riemergere dopo lo stato di emergenza
E' stata finalmente dichiarata l'emergenza. Lo stato delle cose lo pretendeva. Era stato sollecitato da tanti, in questi giorni, politici nazionali e regionali: ma a me piace dare merito al sindaco Sammarco. In queste ore ha dimostrato il suo cuore intelligente: ha reagito conforza alle colpevolizzazioni, si è indignato per le sottovolutazioni delle strategie d'intervento attivate, e si è fatto interprete - nel fango di Bivona come nei lindi uffici della Regione - dei bisogni della comunità. Non era facile. Non lo era perchè realmente la città si è rivelata divisa, duale: buona parte della sua comunità non ha compreso per intero lo gravità degli eventi (corosella in auto per la nazionale, fa shopping sul corso e va al mare a Zambrone); un'altra buona parte vive, nella sua quotidianità i centri costieri come marginali (la frazione, seconda o terza casa, lo barchetta, etc.); altri vivono l'evento davanti alla televisione come un reality show (le tv locali e regionalisi rincorrono in riprese, interviste, sfoghi ed appelli drammatici); le strade che collegano alla costa sono interrotte, rendendo difficile la comunicazione e la stessa organizzazione degli interventi ed il loro controllo (forse il Centro Operativo sarebbe stato più efficace organizzarlo vicino ailuoghi del disastro, negli ampi edifici dello Capitaneria); un'altra parte si nasconde in attesa di tempi migliori (chi ha costruito o fatto costruire fuori dalle regole); ed infine un'altra parte approfitta dell'evento per darsi visibilità o riproporsi (controparti politiche o collaboratori in cerca di conferme). Tutto questo ha alimentato la sottovalutazione, nella comprensione e nelle risposte ai bisogni. E la sottovalutazione è contagiosa, fa diventare l'evento trafiletto nei quotidiani e lo fa scomparire nei telegiomali nazionali. Ma c'è poco da recriminare con i media, perché è conseguenza di una città duale, che difatto non ha coinvolto almeno 20,000 persone.

In questo stato di cose ho temuto - lo ammetto - che il fango e l'acqua che ha sommerso Longobardi, Vibo Marina, Bivona e Portosalvo, vi restasse per altre settimane, che non si sarebbe provveduto ad alcuno sgombero precauzionale, che gli interventi continuassero nell'assoluto caos.
"Solo venendo qua ci si può rendere conto della drammaticità della tragedia!" ho sentito dire al sindaco. Cosi è venuto giù da solo e si è rivelato nella sua costernata rabbia, pronto all'ascolto e a dare risposte, come quella emblematica di rivedere la decisione di spostare a Camigliatello gli interdetti abitanti di Longobardi. Segni che rivelano quel carisma che attendeva l'emergenza (da "ex emergere" : venire a galla) per emergere.
Così è riuscito a sganciarsi dalla dualità con cui è stato vissuto l'evento alluvionale ed ha scelto di rappresentare i bisogni di quella parte di comunità che stenta riconoscersi parte offesa, dalla natura e dagli uomini.
E' scelta difficile e per questo va sostenuto perché questi sono momenti terribili e solo con un cuore intelligente si comprende quanto possano invece tramutarsi in grandi occasioni.
Perché un disastro è sempre un'occasione nella storia delle comunità, peraltro non cercata, per riflettere su cosa si è e su cosa si vuole essere, sono eventi che producono una discontinuità nella loro storia: la città è costretta a ripensare al proprio passato e progettare il proprio futuro. Solo dopo una catastrofe l'opinione pubblica si interessa ai motivi, alle cause ed alle tecniche di difesa, ed i rappresentanti politici messi di fronte alla loro responsabilità. Situazione questa che nessun sindaco prima di Sammarco ha vissuto.
Il dichiarato stato di emergenza potrà consentire di rimediare alla fragilità idrogeologica, economica, strutturale di quell'area che è sempre stata di nessuno, tra la collina e il mare: necessiterà ridare "respiro" ai torrenti, farli allargare e restringere a seconda della portata d'acqua, rinunciare all'uso edificatorio o riedificativo di quelle aree, investire nella riparazione e cura dei pendii. Ma per far si che sia un investimento sul futuro bisognerà affrontare fuori da condizionamenti i problemi di difesa del suolo e rendere partecipato il come risolverli.
Da questa disgrazia abbiamo scoperto che lo strumento con cui pianificare gli interventi - il Piano di Bacino - c'ero già. Mentre la normativa è chiara ed adeguata, i ritardi sono quelli soliti della Calabria: quelli dell'attuazione. Occorrerà il coraggio delle scelte che non portano consensi. Per questo è il momento giusto che lo comunità si stringa al suo sindaco, perché potrebbe essere più solo di ieri, perché il domani richiede un impegno che da soli non si può realizzare: un progetto per il territorio capace di recuperare l'equilibrio spezzato tra il sistema naturale dei torrenti, della costa, della collina ... con il sistema città-porto, dei beni culturali (hanno subito danni anche la Tonnara ed il Castello di Bivona), delle infrastrutture ed industriale. Occorre ridisegnore questi due sistemi, realizzarne il "restauro": creando spazi funzionali per entrambi. Servono dei segni di discontinuità con il passato..."

giovedì 2 luglio 2009

DOMANI SI CHE SARA' UN ANNIVERSARIO DIVERSO!

Domani sarà il terzo.
Il terzo anniversario dell'alluvione non sarà come il primo o il secondo, sarà diverso!
Gli enti locali inaugureranno le opere realizzate per la messa in sicurezza; illustreranno il piano d'intervento elaborato per la delocalizzazione delle aree industriali; consegneranno le nuove case a quanti abitavano in zone a rischio.
Contemporaneamente verrà tagliato il nastro della nuova sede Municipale, uno stabile interamente dedicato ai cittadini, dove l'intero Consiglio Comunale si riunirà in sessione celebrativa per ricordare le vittime e discutere con i cittadini sul futuro della "città dell'acqua e del mare". I tecnici ed i dirigenti spiegheranno come hanno risolto le situazioni di rischio e, recependo le ordinanze del Commissario, hanno ridisegnato il vecchio PRG (giusto per evitare rischi) e progettato il nuovo PSC.
I soggetti attuatori, terminati i loro incarichi, sveleranno il grande telo blu che copre la statua in bronzo dedicata alle vittime innocenti dell'alluvione, realizzata con parte dei loro compensi ... ed a sera tutta la comunità festeggerà lungo gli argini rinaturalizzati del torrente S. Anna.
Domani si ... che sarà un anniversario diverso! Clicca sulla foto per rivederne il filmato!

Riportiamo Comunicato Stampa del Commissario Delegato all'Emergenza Vibo 2006

“Le ferite, soprattutto quelle umane, non sono ancora rimarginate, ma a tre anni dalla tragica alluvione che ha colpito il Vibonese, abbiamo prodotto uno sforzo per riportare il territorio alla normalità”. E’ quanto afferma Agazio Loiero che, sia nella sua qualità di commissario delegato sia come presidente per l’emergenza sia come presidente della Regione Calabria, ha inteso ricordare cosa è stato fatto e cosa ancora c’è da fare. Loiero ha ricordato che gli importi totali trasferiti ai soggetti attuatori sono stati finora pari a più di 64 milioni di euro e provengono per il 29% da Fondi della Protezione Civile e per il 71% dai Fondi dell’Accordo di Programma Quadro “Programma Emergenza Vibo” voluto dalla Regione.
Di tale somma sono stati spesi circa il 24%, con una percentuale del 70% per i fondi della protezione civile e del 30% di quelli derivanti dall’APQ.
“I 64 milioni di investimenti che sono in corso di attuazione sul territorio del vibonese colpito dall’alluvione .- ha affermato Loiero – hanno lo scopo di rimettere in sicurezza il territorio devastato dall’alluvione del 3 luglio, di riattivare e rafforzare le imprese danneggiate in maniera grave dagli eventi alluvionali, di ridare fiducia ai lavoratori e alle famiglie. Rimangono ancora da definire i contributi ai privati cittadini per le loro abitazioni e per questo si stanno definendo le ultime istruttorie pervenute da parte dei comuni nei cui territori vivono i cittadini danneggiati. Secondo quanto Loiero ha detto, “un altro grande obiettivo da raggiungere è la delocalizzazione dei depositi costieri, ubicati nella cittadina di Vibo Marina, al fine di garantire che le Marinate vibonesi possano svilupparsi in quella che è la loro migliore vocazione: il turismo, i servizi per il porto e per i turisti, la cantieristica navale”.
Loiero, infine, ha voluto ricordare che, “per ripristinare al meglio le condizioni di vivibilità del territorio sarebbero necessari più del doppio delle risorse che il Commissario ha a disposizione”, e ha assicurato che “la Regione Calabria farà la sua parte, auspicando che il Governo, diversamente da quanto fatto finora, faccia la propria”.

link
http://www.regione.calabria.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2884&Itemid=136

mercoledì 1 luglio 2009

IL GIRONE DELLE POLVERI SOTTILI

Nell'ambito del ciclo di conferenze dal titolo "QUELLO CHE GLI ALTRI NON DICONO" il Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Catanzaro organizza per MERCOLEDÌ 15 LUGLIO, Alle ore 21.00, presso L'ANFITEATRO DEL PARCO DELLA BIODIVERSITA' MEDITERRANEA DI CATANZARO, un incontro con il dr. STEFANO MONTANARI, dal titolo: "NANOPARTICELLE: IL GIRONE DELLE POLVERI SOTTILI".
Per la prima volta in assoluto Stefano Montanari tiene una conferenza a Catanzaro sul tema della nanoparticelle. Un evento molto atteso.
Chi è Stefano Montanari: esperto di nanopatologie e direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la realizzazione di una valvola cardiaca biologica. Dal 1979 collabora con la moglie Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali. Dal 2004 ha la direzione scientifica del laboratorio Nanodiagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie. Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini.
L'argomento dell'incontro: frammenti di un filtro chirurgico comunemente installato nella vena cava dei malati di tromboembolia polmonare vengono estratti dal corpo di un paziente dopo un’accidentale rottura dello strumento. Un’analisi accurata di quei frammenti rivela la presenza di materiali che non appartengono né al filtro né all’organismo umano. L’indifferenza della comunità accademica di fronte a questa scoperta si trasforma in disagio e talvolta in vero e proprio boicottaggio quando gli studi condotti dal dott. Montanari e da sua moglie continuano a confermare un preoccupante risultato: il nostro corpo assorbe, dall’aria che respiriamo così come dai cibi che ingeriamo, diverse tipologie di elementi, minuscole polveri che, riconosciute come estranee dal corpo, provocano reazioni infiammatorie importanti, talvolta origine di gravi patologie. Nasce da queste prime indagini un ostinato percorso di ricerca per dare finalmente risposta a un quesito scientifico fino a oggi pericolosamente ignorato o osteggiato. Qual è l’origine delle micropolveri? Come agiscono quando vengono assorbite dal nostro corpo? Quali patologie apparentemente estranee a questo fenomeno possono finalmente trovare una spiegazione? Quali potenti lobby economiche e politiche hanno interesse a mantenere lo status quo e che ruolo gioca in tutto questo il business dei rifiuti? Per saperne qualcosa in più leggi l'articolo di oggi su Calabriaora.
Interrogativi inquietanti che cercheremo di comprendere insieme con il dott. Montanari che per la prima volta tiene a Catanzaro una conferenza su questo tema. (estratto dal meetupcz.it)
link:

martedì 30 giugno 2009

NOTIZIE DALL'HONDURAS DA UN PORTOLANO DOC!

Alle prime notizie del colpo di stato in Honduras ci eravamo preoccupati per la sorte del nostro Pino, ed in questi giorni abbiamo provato diverse volte di metterci in contatto via Skype, oggi finalmente ci siamo riusciti.

Le condizioni sono buone e tutto sembra svolgersi normalmente a parte la corsa agli accaparramenti alimentari.
Ora siamo comunque più tranquilli.
Abbiamo registrato la nostra conversazione così consentiamo a tutti di ascoltare dal nostro amico portolano quanto accade in quel paese.
Un reportage unico... che doniamo ai nostri affezionati lettori.
Al prossimo contatto!




lunedì 29 giugno 2009

ARRIVEREMO FINO IN FONDO!

Vi proponiamo il Comunicato Stampa emesso alla fine dei lavori dell’Assemblea dal Coordinamento delle Associazioni Autonomiste della Calabria (Sibari – Le Castella – Porto Santa Venere – Catanzaro Marina).

COMUNICATO STAMPA

Si sono riunite nei locali dell’Associazione “Sibari Comune Autonomo” nella ridente cittadina di Sibari in provincia di Cosenza le associazioni autonomiste calabresi di “Le Castella Comune”, “Verso l’Autonomia di Porto Santa Venere” “Catanzaro Marina Comune” e “Sibari Comune Autonomo”, mentre proveniente dalla Puglia, era presente dalla provincia di Taranto, il “Comitato Ginosa Marina Comune”. Ospite dell’incontro l’On.le deputato regionale Maurizio Feraudo, presentatore della proposta di legge 276/08 con cui chiede il distacco di Sibari dal comune di Cassano allo Ionio. Il rappresentante dell’Italia dei Valori, ha ribadito il suo «appoggio alle comuni cause autonomiste, ribadendo come il perdurare della giacenza dei disegni di legge in I Commissione presieduta dall’On.le Giulio Serra sia pregiudizievole dei diritti delle popolazioni residenti nei territori interessati ai referendum consultivi. Tale perdurare della situazione di stallo sottolinea ulteriormente il distacco della politica dai cittadini, i quali in tal modo non possono esercitare un sacrosanto diritto democratico riconosciuto dalle leggi dello Stato ma vanificato dall’indifferenza della classe politica». Dello stesso avviso i vari rappresentanti delle associazioni autonomiste che si sono succeduti al microfono durante l’incontro. Il vivace dibattito ha visto esposte dai vari rappresentanti presenti le varie possibilità e varie iniziative da intraprendere di comune accordo nei territori interessati. Pur ribadendo la volontà di limitarsi ad azioni da svolgersi nell’alveo della legalità e nel rispetto di quanti non condividano le istanze indipendentiste, democraticamente e civilmente verrà portata avanti la causa in tutte le sedi ed in tutte le forme possibili. «Non spaventano i tempi, non spaventa l’indifferenza dei politici, non spaventa la difficile strada da percorrere».
La determinazione ad arrivare fino in fondo all’iter legislativo è stato il filo conduttore dell’incontro, in tal senso verrà ancora una volta chiesto ufficialmente all’On.le Serra di convocare la I Commissione per poter finalmente decidere sul destino dei nuovi comuni. «Comunque vada vogliamo che si decida, vogliamo andare alla conta, prima possibile. Se non dovessimo farcela, chi avrà deciso contro di noi, dovrà poi assumersi politicamente le sue scelte, scelte che, lo ricordiamo, coinvolgono oltre 30 mila cittadini calabresi, che non sono solo cittadini, ma anche elettori».

IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI
AUTONOMISTE DELLA CALABRIA
Vincenzo ANTOLINO - SIBARI
Roberto Maria NASO – PORTO SANTAVENERE
Francesco SCARPINO – LE CASTELLA
Massimo GUALTIERI – CATANZARO MARINA

sabato 27 giugno 2009

"DIAMOCI DELLE ARIE PULITE!" GIUNGE ALLA SUA SECONDA TAPPA: LO STUDIO DEI DATI PUO' COMINCIARE!

L'iniziativa “Diamoci delle arie… Pulite!”, che ricordiamo ha lo scopo di verificare scientificamente la qualità dell’aria nella nostra città costiera, giunge alla sua seconda tappa: è terminato il primo trimestre di rilevazione!

E così, responsabilmente, abbiamo dedicato la mattinata al prelievo, dai campionatori passivi, dei "PUF disk” e provveduto alla loro sostituzione con i nuovi. Predisposto il relativo pacco abbiamo inviato il tutto al un pool di ricercatori del Dipartimento di Scienze Ambientali "G. Sarfatti", dell'Università degli Studi di Siena.
Ricordiamo che i ricercatori del Dipartimento senese, recependo per intero le nostre preoccupazioni per la salute della comunità, hanno inserito la nostra città costiera tra le sedi fisse di uno “studio scientifico” che rileverà la qualità dell’aria in diverse città italiane.

Maggiori informazioni le potrete trovare sul post dedicato all'avvio dell'operazione "Diamoci delle arie ...Pulite!"

E' stata l'occasione per incontrare le famiglie che si sono rese disponibili ad “ospitare” i campionatori necessari, le quali ci hanno espresso tutte le loro perplessità e contrarietà al prossimo utilizzo della cementeria come "pseudo inceneritore" di rifiuti e pneumatici usati.

"Possibile che non contiamo niente?"
Come fare a dargli torto ed a tranquillizzarli? Beh! in effetti è difficile farlo quando non lo siamo nemmeno noi!
A breve avremo i dati su quanto vi è stato nell'aria negli scorsi 3 mesi e finalmente grazie la pool universitario avremo degli esiti certi, scientificamente validati ... da un organo terzo.
"Speriamo bene!" ha esclamato uno di loro, donandoci rassegnato due foto scattate il 9 giugno scorso alle ore 12,31!

"Non preoccupatevi, sarà stato solo un piccolo incidente. Vedrete che presto ne sapremo le ragioni, ed in ogni caso non correte alcun rischio" ... abbiamo esclamato, e così, proprio per dare modo e tempo alla Direzione Aziendale di fornircerne, se vorrà, le pubblichiamo. Ai nostri amministratori è del tutto inutile chiedere qualcosa: nell'altra città, a 10 km di distanza, quelle polveri non si notano.
Le pubblicamo però anche per un'altra ragione ... per condividere insieme a voi il suo gratificato stato d'animo, al solo pensiero che quelle polveri, oggi, non sono davvero niente ... in confronto a quelle del prossimo futuro, con Petcoke/CDR/PFU!